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giovedì 2 luglio 2009

A.A.A.

...cercasi:

cliente facoltoso

che mi permetta di fare il lavoro che amo fare nel modo che piace a me e che non mi costringa a far quadrare conti e bilanci.

certo, ragiono, ma non son mica un ragioniere-contabile-commercialista...il progetto si fa anche con i numeri ma non mi possono togliere la salute per evitare di tagliare un top da cucina.



eccheca...

domenica 21 dicembre 2008

una domenica non qualunque

ce l'abbiamo fatta. ieri è stato il gran giorno.

questo è ciò che era prima, a febbraio, quando abbiamo cominciato i lavori.



questi sono gli studi preparatori al progetto della sistemazione del presbiterio.

questo è quanto abbiamo fatto.



senza dubbio è un gran risultato, anche se non è stato un lavoro notevole dal profilo storico-artistico-architettonico. ma è la chiesa patronale. una realtà locale limitata ma, nel nostro piccolo (parlo al plurale non per maiestas ma perché è stato un lavoro di gruppo, il mio insieme a quello di altri 2 architetti ed un tecnico esperto in sicurezza, il nostro team) siamo assai soddisfatti. ma la gioia è stata smorzata da nomi non fatti. e, che importa? certo, siamo stati ringraziati pubblicamente come "architetti", anonimi però. scusate, ma la vanagloria prende chiunque. e se poi a tutto quanto compete il nostro specifico ci abbini il fatto che l'architetto abbia preso anche la scopa in mano per pulire, abbia caricato massi, abbia pulito vetri che l'impresa di pulizia aveva tralasciato, abbia fatto insomma anche ciò che non gli competeva, beh, poco importa. settimane di duro lavoro trascorse all'umido ed al freddo. e stamane mi godo la mia famiglia, al caldo.

è vero, sono un po' incazzata, ma oggi è anche domenica e se volete il vangelo, beh, andate in chiesa, magari nella mia, così potrete ammirare anche il mio lavoro.

martedì 28 ottobre 2008

non esistono più i bagni di una volta!




ma è mai possibile che alla mia età debba ritrovarmi a giocare con paperelle e girasoli?

venerdì 17 ottobre 2008

pittore, ti voglio parlare

sono giorni difficili, come direbbe qualcuno, e mi ritrovo a trascurare questo blogguzzo o blogghetiello come direbbe qualcun'altro. siamo alle prese con i lavori veri e propri, quelli manuali per intenderci, del nuovo studio. essì, ci siamo armati anche di pennello così che non si dica che noi architetti non siamo uomini pratici! perché prima di dare ordini di esecuzione alle maestranze, dobbiamo anche sperimentare di persona la manualità. non è la prima volta che ci cimentiamo in questo lavoro, perché già 4 anni fa' quando allestimmo lo studio in cui ancora lavoriamo sommersi oramai dalla polvere, volevamo una parete di colore arancio ed alla fine ci venne fuori un bel rosa shocking, che fa tanto donna ma che fa anche un po' schifo, diciamocelo pure! ora, i colori li ha scelti il capo ed io e titta abbiamo fatto un passo indietro. e pensare che una volta tanto eravamo d'accordo con i colori, cosa che capita davvero raramente!

ciò detto, vi chiedo scusa se sto latitando un po' i vostri blog, ma sappiate che passo comunque a leggervi.

un abbraccio a tutti!

venerdì 26 settembre 2008

c'era una volta...

il tecnigrafo visto da autocad


Tutto nasce dal fatto che, dovendomi trasferire con lo studio, non so che "fine" far fare a due vecchi tavoli da disegno, il mio e quello di mio marito. All'epoca, fu la prima cosa che mio padre, con grande sacrificio, acquistò per la modica cifra di 2 milioni (di vecchie lire). Ora è diventato un cimelio (ma anche un raccoglitore di polvere). Buttarlo, non se ne parla. Venderlo, impossibile, ora che il disegno cad ha soppiantato il tradizionale disegno a matita, a penna, pennello, tutte tecniche profondamente diverse dall'uso del cursore. Il cursore. Lo dice la parola stessa: cursor= qualcosa che corre, e che ci porta lontano da ciò che era prima. Prima, anche il passare un disegno a china (in gergo, lucidare) poteva mostrare "la mano" e quindi l'abilità o meno di chi disegnava. Ora siamo tutti uguali, tutti con la stessa mano. Il cursore e la mano. Praticamente e sostanzialmente diversi. Ma bisogna adeguarsi e così ti ritrovi a fare non più l'architetto ma il caddista-architetto. Che è ben diverso. E l'adeguarsi comporta il fatto che non pensi più alla cosa che devi fare ma allo strumento che fa la cosa. Si parla tanto di originalità ma, credo che per essere originali bisogna ritornare alle origini, così come proclamava il buon Gaudì...

lunedì 8 settembre 2008

LV che sta per...


Si sa, alla megalomania non c'è davvero limite.
Un logo alto dieci piani.
Il prossimo negozio di Louis Vuitton in Giappone firmato da Ben Van Berkel di Un Studio. che, con la foglia del logo, costruisce un architettura da fiction.

[avevo già parlato della louis vitton e del logo realizzato da Vanessa Beecroft, autrice di foto con modelle che disponevano il loro corpo in modo da trascrivere le lettere del marchio LV]

ma, a noi comuni mortali, non resta che accontentarci delle piccole cose...

[scusate la pessima qualità della foto e del ritaglio poco artistico...]

martedì 8 luglio 2008

pensavo fosse un muro invece era un arco!

Spesso la realtà non è proprio così come la immaginiamo.
Spesso capita che anche i muri nascondano segreti.